Ogni buon utente del Pinguino, nella sua carriera presto o tardi ha avuto a che fare con patch e diff, per correggere bug o estendere le funzionalità di un programma da compilare dai sorgenti, o per inviare modifiche al codice in upstream. La via più semplice è spesso quella di creare un “unified diff” comparando codice originale e modificato, per poi crearne una patch, o di usare un qualunque CVS. Ad una buona alternativa – decisamente più semplice – ci ha pensato Andrew Morton, con un suo pacchetto denominato patch-scripts, successivamente diventato quilt ed ora ospitato su savannah.
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Nonostante la sua infinità utilità in ogni situazione, l’emulatore di terminale è forse l’unica parte del sistema alla quale manca un sistema di personalizzazione, nonostante trasparenze e font per tutti i gusti.
C’è chi però ha tirato fuori dal cilindro un sistema che – seppur limitato ad un prompt di shell, quindi non aspettiamoci miracoli
– ci permette di usare dei piccoli e gradevoli temi. Questo sistema si chiama bashish, semplice da utilizzare ma un po’ meno da modificare per via della configurazione ingombrante (e un po’ oscura per chi non mastica bene bash) nei file della nostra /home.
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Nella prima parte di questo viaggio alla (ri)scoperta di ed, abbiamo visto i comandi base per l’inserimento, la stampa ed il salvataggio del file. Ora passiamo ad analizzare i comandi c, g ed s e le operazioni per tagliare, copiare ed incollare del testo.
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Può capitare che in fase di avvio di una sessione Gnome si possa notare qualche piccolo rallentamento nel passaggio di window manager da Metacity a Compiz.
Spulciando tra i pannelli di Ccsm, appare (sempre che Compiz sia stato compilato con il supporto a fuse nella nostra distribuzione – ma in genere dovrebbe sempre esserlo) un’opzione che potrebbe fare la differenza.
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Alzi la mano chi di voi non conosce sed! sed è una delle innumerevoli utility sempre presenti sul nostro sistema preferito, indispensabile per chiunque abbia la necessità di lavorare con le espressioni regolari su file di testo, partendo da semplici sostituzioni fino ad arrivare agli esempi più complessi. Quello che forse molti non sanno è che alla base di sed (e di grep) c’è un editor di testo, per meglio dire il primo editor di testo sui sistemi Unix: ed.
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Sul nostro amato sistema operativo ci sono diverse alternative grafiche per quella che è un’operazione piuttosto comune tra gli utenti, ovvero scaricare dei filmati dal Web ed estrarne semplicemente l’audio. E da buon fanatico della riga di comando (!) ho scoperto l’esistenza di un sistema rapido per poterlo fare, senza ulteriori installazioni.
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A volte ci troviamo nella situazione di dover avviare uno specifico programma non appena autenticati nella nostra sessione grafica. Window manager come Openbox ed Enlightenment hanno uno script personalizzato per eseguirlo – dato che, generalmente, sono necessari dei programmi esterni anche per la gestione dello sfondo deskop. Ma per ambienti desktop come Gnome e KDE?
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Nella prima puntata di questo articolo abbiamo visto come impostare un server smtp per l’invio di email facendo uso dell’eseguibile /bin/mail. Vediamo ora come impostare account multipli per l’invio della posta, e alcune funzioni come l’invio di allegati, l’aggiunta di indirizzi a CC e BCC.
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Oggi vi voglio parlare di un sistema di notifica piuttosto sui generis, ma che può risultare ancora molto utile all’interno di script di shell e job di cron, per notificare una qualsiasi attività del nostro sistema (o anche per far finta di avere un impegno
): l’email da shell.
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In questa seconda parte del tutorial dedicata a rxvt-unicode, vedremo come sia possibile “intercettare” gli URL nell’output della shell ed attivare un sistema a schede, presente negli emulatori di terminali più comuni ed utilizzati.
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