Di SOPA e Megaupload
La storia si ripete, ma all’uomo – inserire definizione a piacere – non passa mai la voglia di dover avere il controllo su tutto, anche a costo di inimicarsi miliardi di persone. E ancora una volta, il 2012 sarà ricordato da posteri e combattenti come ennesimo tentativo da parte di legiferatori ad minchiam di cambiare le regole in un mondo molto più grande di loro.
La Rete in rivolta e in lutto ha assistito alla prima vittoria nella guerra per la Stop Online Piracy Act, come già annunciato sul Wall Street Journal. L’intimidazione da parte di politicanti e major con la chiusura di Megaupload (e soci) ha avuto l’effetto sperato su tanti, disperati per la “scomparsa” di uno dei più noti siti di file hosting.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. (G.)
Come se non bastasse, l’italica bassa Lega in vena di emulare le proposte di legge altrui – tanto per dare l’idea di essere al lavoro incurante di ben altri problemi – ne ha avviata una ben peggiore della SOPA, spiegata su Lega Nerd:
[...] praticamente consente a chiunque di richiede la rimozione di un contenuto online che è sospettato (!) violare i propri diritti d’autore! E ovviamente, se il provider si rifiutasse, è da considerarsi un complice o peggio il diretto responsabile per la pubblicazione di un utente.
E non è la prima volta: senz’altro alcuni di voi ricorderanno il caso di una nota parlamentare, che con il suo tristemente noto Progetto di legge 2195 ha tempo fa tentato di mettere un primo bavaglio alla Rete spacciandolo per ben altro obiettivo.
A parte l’effettiva conoscenza in materia di regolamentazione di tali personaggi – del tutto discutibile, viste le loro proposte vistosamente di parte – questa gente (suvvia, perché dare loro dei titoli che non meritano) a cui il potere fa male, ha evidentemente poco chiaro il concetto di libertà e Rete ma soprattutto, abusa di un qualcosa che non dà loro diritto di interferire in ambiti al di fuori della loro competenza. E se voleste farci la cortesia di occuparvi di cose più serie ve ne saremmo grati, almeno fino a fine legislatura e/o pensionamento.
Grazie.
E non finisce qui…



