GUADEC e Gnome Census, risultati e commenti
È del 28 luglio la presentazione dei risultati del Gnome Census al GUADEC, che si è tenuto a L’Aia dal 26 al 30 luglio. Il progetto Gnome Census si è occupato principalmente di fornire dati riguardanti l’attività degli sviluppatori e delle compagnie che investono in Gnome. E i dati parlano chiaro: un contributo del 16% da parte di Red Hat, a fronte di un modesto 1% da parte di Canonical.
Il risultato di questa indagine potrebbe stupire non poco, visto l’ingente lavoro compiuto da Canonical (con scelte non sempre ben volute dalla comunità) per la sua creatura, Ubuntu. Ma non tutti la pensano allo stesso modo e com’è normale che fosse, il battibecco – sarebbe esagerato chiamarlo flame
– è scattato, in una corsa a tre.
Da un lato, l’ex Red Hatter Greg DeKoenigsberg accusa Canonical di prendersi merito del software sviluppato dalla stessa Red Hat, dunque la sua posizione predominante per quanto riguarda i sistemi desktop a scapito del «meno celebre e più vecchiotto cappello rosso» che ha abbandonato la faida da diverso tempo.
Dall’altro, Jeffrey Stedfast che lo prende in giro – con toni un po’ scherzosi – tirando in ballo la sua bassa posizione in classifica tra i contributori di Gnome, nonostante il lavoro fatto. Per sua stessa ammissione, l’Open Source è una staffetta corsa con il testimone in mano, con i risultati che tutti sappiamo. Bel paragone, non c’è che dire
Ultimo ma non ultimo il Community Manager per Ubuntu Jono Bacon, che pur confermando la bontà di Gnome Census, in questo post evidenzia la mancanza di tutti quei progetti che si appoggiano al framework di Gnome – molti dei quali ospitati su Launchpad – e che non fanno parte dei suoi moduli ufficiali. Il contributo nell’upstream è piuttosto carente, a detta dello stesso Bacon, ma ciò non vuol dire che il tutto debba trasformarsi in una a gara «a chi fa di più». Evidenzia, oltretutto, che Launchpad non è dedicato solo ed esclusivamente allo sviluppo di Ubuntu. È una piattaforma completa sulla quale trovano supporto più di 18.000 progetti, e nonostante la bontà di molti di essi, non c’è ancora stata l’introduzione ufficiale tra i moduli in Gnome.
La scalata di Canonical continua?



Va sottolineato anche che il lavoro di Canonical è stato un lavoro più “sociale”, poiché si è impegnato nella diffusione del sistema, cosa che con red hat non è accaduta.. l’uno compensa l’altro, non vedo il problema.
Esatto… e nonostante il successo che Ubuntu sta avendo tra vecchi e nuovi utenti Linux, c’è ancora chi si ostina a dare più importanza alla “quantità”.